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#IORESTOACASACONILPALLONE 4

Tutorial U.S. Zianigo – Istruttore Davide Bovo e Maurizio Trevisan

Esercizi per i nostri ragazzi che vogliono continuare ad allenarsi!
Da fare in soggiorno, in camera e se avete spazio in giardino.
Vi siamo vicini con il cuore anche se fisicamente lontani!

#iorestoacasaconilpallone

#weareuszianigo

ALLENAMENTO CON PIOGGIA E FREDDO: come minimizzare i rischi e massimizzare i benefici.

“Mister piove, si fa allenamento?”

Tante volte mi hanno fatto questa domanda, e la mia risposta è sempre stata “CERTO!”
Onestamente non ho mai capito il motivo per cui un po’ di pioggia debba condizionare la nostra vita. Mia madre mi ha cresciuto con un forte senso del dovere, guai a chiederle di non andare a scuola perché pioveva, non c’era verso di convincerla. Io in compenso pretendevo di andare a calcio quando pioveva! . A quanto pare nonostante centinaia di allenamenti e partite sotto la pioggia e la neve, sono ancora qui a scrivervi, tra l’altro con una salute invidiabile!
Perché al giorno d’oggi un po’ d’acqua spaventa così tanto? Partiamo dal presupposto che bagnarsi non fa male (altrimenti non dovremmo né lavarci, né farci il bagno d’estate), ciò che fa male è rimanere bagnati, fermi, al freddo, al punto che il calore disperso sia superiore a quello prodotto, abbassando quindi la temperatura corporea. Questa condizione è difficile che si verifichi durante un allenamento, in quanto il movimento aumenta il calore prodotto, che con il giusto abbigliamento sarà trattenuto e non disperso, mantenendo quindi costante la temperatura corporea (escluse le estremità, soprattutto le mani).
Il corpo umano è una macchina perfetta, che si adatta continuamente all’ambiente, potenziandosi. Fare sport sotto la pioggia aiuta a temprare il fisico, a tonificare i muscoli ed a potenziare il sistema immunitario. Tuttavia ci sono dei rischi che non devono essere sottovalutati, ma prontamente contrastati.
Passo a darvi dei suggerimenti frutto della mia esperienza e dei consigli di mio nonno, ex-calciatore e primario del reparto di pneumologia:

VALUTARE LE CONDIZIONI DEL CAMPO: Per non mettere a rischio l’incolumità dei ragazzi, è importante valutare se il campo è praticabile per svolgere l’allenamento o meno. Cercare di utilizzare le zone di campo dove non ci sono pozzanghere e limitare il più possibile l’utilizzo di attrezzatura spigolosa (soprattutto con i bambini), visto che la pioggia forte aumenta il rischio di scivolare e cadere.
RISCALDAMENTO: Se piove forte, evitare di cominciare l’allenamento a freddo, iniziare il riscaldamento al coperto per poi andare in campo già riscaldati. Il riscaldamento deve essere completo, perché con il freddo, pioggia, vento e neve, il rischio di infortuni muscolari aumenta.
ABBIGLIAMENTO: Utilizzare scaldamuscoli e maglie termiche permette di trattenere il calore prodotto dal corpo umano, evitandone la dispersione e mantenendo quindi il corpo più caldo. Con la temperatura che scende sotto lo 0, possono diventare utili scaldacollo (utilizzabili in allenamento, ma vietati in partita), calzamaglie, cappellini (non quando piove, perchè si impregnano d’acqua, meglio il cappuccio di un k-way che è impermeabile) e guanti. Utilizzare un K-way impermeabile è sempre consigliabile nei giorni di pioggia, in modo da ridurre la quantità di acqua che arriva a contatto con i vestiti e quindi con il corpo.
DOCCIA CALDA: A fine allenamento è FONDAMENTALE fare la doccia calda per riportare il corpo alla giusta temperatura. Una semplice doccia rimuove tutti i rischi di raffreddamento, riportando l’organismo alla temperatura ideale, rimuovendo tutte le tossine e praticamente azzerando il rischio di malattie da raffreddamento. Il consiglio dall’esperienza di mio nonno, sia come calciatore che come medico specializzato in pneumologia, è sempre stato questo: puoi giocare anche 90 minuti sotto pioggia, neve e vento, l’importante è che dopo fai una bella doccia calda. TUTTO VERO: ho giocato sotto neve, pioggia, grandine, vento e mai un’influenza dopo!
BUON SENSO: Messo alla fine, ma è sempre il fattore principale: se vediamo che diluvia, ed i bambini non giocano più con piacere, ma soffrono il freddo, finire un po’ prima può essere una buona idea.
Grazie a questi consigli possiamo svolgere tranquillamente l’allenamento sotto la pioggia senza rischiare ripercussioni sulla salute dei ragazzi.
Buon allenamento bagnato a tutti!

By Damiano Berteina

Regole FIGC per lo sport calcio a dimensione di bambino…

Di seguito un estratto di poche e semplici regole della FIGC per il Settore Giovanile Scolastico da condividere e da far conoscere anche al di fuori dell’ambiente calcistico. Sono regole vigenti da un bel po’ di tempo, atte a difendere e a formare i bambini. Il calcio che vediamo in TV non è quello nei campi dove giocano squadre del settore giovanile scolastico.

  1. Tutti i bambini iscritti nella lista di gara devono partecipare alla gara.
    – Gli allenatori sono obbligati a far partecipare tutti in bambini ad almeno uno dei primi due tempi di gioco (su 3 tempi previsti), senza essere sostituiti. Nel terzo tempo è possibile effettuare sostituzioni libere, con l’auspicio che tutti i bambini partecipino ad almeno un tempo e mezzo. Nei primi due tempi non sono previste sostituzioni per i nuovi entrati, pertanto, nel secondo tempo, è possibile effettuare sostituzioni durante il gioco solo tra i bambini che hanno giocato nel primo tempo.
  2. Qualora si raggiunga una differenza di 5 reti tra una squadra e l’altra nel corso del tempo di gioco, la squadra che sta perdendo può inserire un giocatore in più in campo, fino al raggiungimento di un passivo di 3 reti.
    Es. Se una squadra sta perdendo 5 a 0 può inserire un giocatore in campo in più fino al raggiungimento del 5 a 2, questo per evitare di umiliare i bambini facendoli perdere 15 a 0.
  3. All’inizio e alla fine della gara tutti i bambini devono ritrovarsi al centro del campo per salutare il pubblico e salutare gli avversari.
  4. Autoarbitraggio – “Le gare della categoria Piccoli Amici, Primi calci e Pulcini dovranno essere arbitrate con il “metodo dell’autoarbitraggio”.Tale opportunità prevede che la gara venga arbitrata dagli stessi giocatori che disputano la gara, delegando al dirigente-arbitro ed ai tecnici responsabili delle squadre che si confrontano eventuali e particolari interventi di mediazione e supporto.”. “Bisogna sempre ricordare che una partita giocata dalle suddette categorie serve per rinforzare le conoscenze dei bambini sul calcio e sulla regolamentazione del gioco, perché parte di un contesto di apprendimento.”
  5. È previsto l’utilizzo della “GREEN CARD”, il cartellino verde che premia particolari gesti di Fair Play nei confronti del gioco, degli avversari, del pubblico, etc.
  6. Favorire l’organizzazione del “Terzo Tempo Fair Play”, invitando i genitori e le società a condividere delle merende con tutti i bambini che hanno partecipato alla gara (Tè caldo, crostata, ecc.)