La ragione d’essere del settore giovanile nel calcio!

IL “ZAC” E LA JUNIOR VALLEMIANO
Questa è storia di due grandi uomini e di una piccola grande squadra. Il primo Alberto Piangerelli dirigente sportivo che, nell’Italia martoriata del dopoguerra, fonda ad Ancona nel piccolo quartiere di Vallemiano la squadra di calcio Junior Ancona . Cordiale e disponibile, sempre presente sui campi di gioco, è stato una colonna del calcio giovanile dorico per diversi decenni. La sua missione era semplicemente quella di offrire ai giovanissimi uno spazio dove potessero intrattenersi e divertirsi perché come diceva lui: “il calcio è un gioco non dimentichiamolo mai”. Le sue parole d’ordine: gruppo, impegno, costanza, educazione e i più bravi aiutino i meno dotati. Il secondo è Renato Zaccarelli detto il “Zac” che proprio alla Junior inizia a tirare i primi calci. Un centrocampista completo il Zac (oltre 400 partite e 27 gol in A), elegante dotato di classe, forza e di quell’altruismo unito al rispetto per arbitro e avversari che Piangerelli ha sempre predicato ai suoi ragazzi. Con Pecci, Claudio e Patrizio Sala ha formato negli anni 70 il formidabile centrocampo del Toro (squadra di cui è stato bandiera per quasi tutta la carriera) vincitore del titolo del 1976. Ha collezionato 25 presenze e due gol in nazionale maggiore disputando il mondiale in Argentina classificandosi al quarto posto. Nel1986, a ben 35 anni, è stato premiato con il “Guerin d’oro” come miglior giocatore del massimo campionato!

Ad Ancona la Junior Vallemiano è sempre stata popolarissima non certo per i grandi risultati conseguiti, ma perché lì sono formati grandi giocatori, oltre al Zac hanno esordito in Junior, tra gli altri, anche Angelo Recchi portiere di Inter e Cesena e Sauro Bonetti che ha militato a lungo nel Napoli.

Questa secondo noi è la ragione d’essere dei settori giovanili non riportare vittorie di cui nessuno terrà traccia ma di indirizzare i giovani nel percorso della crescita con un pallone tra i piedi, seguendo la lezione di dirigenti come Piangerelli che è stato orgoglioso alla stessa maniera dei “suoi figli scarsi” quanto, e se possibile anche di più, dei suoi grandi campioni.

Autore: G. R. (dirigente U.S..Zianigo)

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